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* Anche le farfalle amano *
Era come impietrita, congelata, non aveva più nessuna reazione, non aveva più stimoli, non aveva più vita, tutto intorno era buio, poi..... dopo tanta sofferenza, dopo tanta apatia, dopo tanto nero.... una luce lontana..... Quella luce aveva catturato la sua attenzione, aveva risvegliato la speranza, finché quello che era solo un piccolo spiraglio di luce, piano piano la raggiunse.... e, divenne la sua fonte di vita. Quel raggio di sole, cominciò a scaldarla, a scongelare il gelo esterno, con tanta pazienza finì per raggiungere il suo interiore, così ebbe fine la sua sofferenza.... ..e la farfalla si trovò fuori della sua prigionia. Era tornata libera, ma nonostante tutto aveva paura, una paura atavica, sapeva di essersi già bruciata le ali, sapeva che avrebbe di nuovo rischiato di essere catturata, non voleva, il rischio era troppo grande... avrebbe potuto farsi male, di nuovo.... non voleva più soffrire. Ma il raggio di sole, continuò a splendere soprattutto dentro di lei, ed un bel un giorno penetrò fino nella sua anima! Fu una scoperta spaventosa, la farfalla non voleva abituarsi a quel tepore che rendeva la sua vita meravigliosa, ma la sensazione durava, anche quando il cielo era nuvoloso, il raggio di sole era ormai dentro di lei, splendeva, contro la sua volontà, infine dovette arrendersi all'evidenza, lui era diventato: la sua pelle, il suo respiro, la sua anima, le sue ali, il suo nuovo grande amore, quello per cui valeva la pena di volare in alto, sempre più in alto senza curarsi più di potersi bruciare. Rifugiarsi fra le sue braccia era l'equivalente del paradiso, vivere per lui, per ogni istante che la vita gli concedeva insieme, era come amplificare la vita stessa, i colori, le emozioni, i sentimenti, avevano toni ed intensità, mai vissute, amarlo ogni giorno di più perché ogni giorno era un dono sapendo che lui esisteva, vivere perché l'attesa era gioia, sapendo che quando sarebbe arrivato, il suo cuore avrebbe esultato, ogni sua carezza, ogni suo gesto d'amore avrebbe aumentato il suo ritmo fino a farlo scoppiare di gioia e di amore! Inutili scuse, non avrebbero fatto cambiare idea alla farfalla! Quel piccolo puntino luminoso, aveva trasformato la sua esistenza, aveva allontanato le tenebre in cui viveva, era diventato un raggio di sole di cui non poteva più fare a meno e lo amava più di se stessa perché: Lui era diventato la sua vita! Ma la vita è un susseguirsi di stagioni, ad ogni primavera, segue l'estate, poi l'autunno e poi..... arriva l'inverno, qualche volta più mite, altre più freddo, in alcuni casi rigido, talmente rigido e con il cielo plumbeo che il raggio di sole non ce la fa a trapassare le nuvole per arrivare a scaldare e pur se qualche volta riesce a penetrare la coltre di batuffoli di cotone, che sembra attutire ogni cosa, non riesce più a centrare il bersaglio. In questo caso di chi sarà la colpa? Del raggio di sole che si è affievolito? Dell'inverno che è troppo freddo? O della farfalla che non riesce più a percepire il calore del suo raggio di sole? La colpa è una cosa che nessuno vuole, la farfalla la rifiuta, il raggio di sole la rifiuta, l'inverno la rifiuta, ma allora....... Allora, la farfalla si arma di pazienza e comincia ad aspettare, in fondo un inverno non dura tutto l'anno, verrà la primavera e con lei la natura si sveglierà di nuovo, nasceranno ancora germogli, gli animali si sveglieranno dal letargo, ci sarà il disgelo delle nevi, il cielo sarà di nuovo azzurro ed il suo raggio di sole splenderà di nuovo e la scalderà. Ma, quando finalmente la primavera arriva, tutto si compie come è nella natura fuorché ciò che riguarda il raggio di sole, verrà di nuovo l'estate, ma anche questa stagione non sarà così calda come se la immaginava la farfalla, arriva di nuovo l'autunno e ancora l'inverno e questa volta ancora più freddo dell'anno precedente, perché se prima il raggio di sole tentava di raggiungere la sua farfalla in qualche modo, se pure con un fievole raggio, quell'anno scese veramente il gelo! La farfalla era molto triste, il suo cuore batteva piano piano, per non far rumore, ma in realtà batteva fortissimo dalla paura di aver perso il suo raggio di sole, non volava più perché il freddo aveva congelato le sue ali, e piangeva moltissimo perché la sua vita non era più la stessa di prima. Non c'era più niente che la interessasse, non c'erano più stimoli per lei era di nuovo calato il buio, il suo raggio si stava allontanando ed intorno a lei cominciava a scendere l'oscurità, il cuore era colmo d'amore, ma lui faceva finta di non accorgersene, ecco usava l'indifferenza e se la farfalla glielo diceva, lui rispondeva, che in ogni modo era ancora lì con lei, ma mentiva a lei ed a se stesso, perché lui era consapevole di non risplendere e di non scaldarle più la vita, il cuore come faceva prima. La farfalla non vuole perdere il suo raggio di sole, ma non sa più come deve fare per sentirlo di nuovo dentro se stessa, non sa più se cedere all'oscurità o sperare ancora di poter volare ancora. Ha però delle certezze che ancora la confortano, lei ama il suo raggio di sole, vuole ancora spiccare il volo nelle sue calde braccia, non vuole vivere senza lui, perché sarebbe una vita di tenebre, vuole ancora una vita con lui, perché il suo amore è tanto grande che basterà per entrambi e poiché lei crede che desiderare ardentemente qualcosa le darà la possibilità di farla diventare realtà, continuerà ad amarlo, perché una favola che si rispetti deve finire con: ... e ....Vissero, felici e contenti!
la favola è finita come ogni favola
che si rispetti :
Vissero, felici e contenti!
Basta crederci e anche le favole
possono diventare realtà.

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